i NOSTRI VOLANTINI

Nuova Palestra “Scuola Primaria E. Fermi”

l’ennesima opera infinita e tanti disagi…

I lavori di ricostruzione e ampliamento della palestra della SCUOLA PRIMARIA E. Fermi sono iniziati a Luglio del 2016 con una prima chiusura dei lavori prevista per novembre 2017, un rimando a novembre 2018 ed ora siamo nel 2019 e non si conosce ancora la data di consegna dell’OPERA.

I costi sono lievitati ma quello che NON E’ QUANTIFICABILE, di cui non si parla mai, è IL DISAGIO CHE I NOSTRI RAGAZZI E IL CORPO INSEGNANTE SONO STATI COSTRETTI A SOPPORTARE.

Pe gli alunni di due classi le lezioni si tengono nelle due aule ristrutturate del sottotetto della Scuola Primaria, spazi sicuramente non pienamente idonei per un adeguato svolgimento delle attività didattiche.

A seguito dei lavori in corso, da tempo NON E’ UTILIZZABILE l’aula INFORMATICA, per tanto gli alunni non hanno la possibilità di usufruire di tale spazio predisposto allo svolgimento di questa disciplina.

Tutti gli scolari inoltre sono costretti ad uscire dal corpo centrale della scuola e recarsi nella tensostruttura dell’oratorio S. Giovanni Bosco per svolgere attività di educazione motoria.

Freddo e maltempo certamente non agevolano e lo spostamento risulta un problema per tutti.

Cosa dire dell’impatto visivo della nuova struttura che è completamente al di fuori del contesto ambientale in cui si trova?

Questa è un’opera che non ha minimamente rispettato i tempi di consegna, ha sforato i costi di realizzazione, perciò, prima di farne un uso strumentale, sarebbe opportuno fare una onesta valutazione sui modi con cui è stato gestito e programmato il lavoro e con umiltà chiedere scusa ai nostri ragazzi, che un giorno avranno spazi nuovi da utilizzare, ma hanno dovuto subire notevoli disagi per l’incompetenza di altri.

Queste considerazioni nascono dalla convinzione che la formazione culturale e tutti i suoi spazi nonché i suoi attori siano un bene imprescindibile per la nostra società, un motore di crescita di tutti e per tutti.




Progetto AREA MACCHI / EX FALEGNAMERIA

"L’INCOMPRENSIBILE SILENZIO”

della nostra Amministrazione

Ormai ce ne siamo accorti tutti: sono iniziati i lavori di recupero dell'Area Macchi e, come si può vedere dal disegno di progetto esposto sulla relativa recinzione, l'intervento risulta accattivante sulla carta ma non chiaro nella sostanza.

Come sarà utilizzata l’area e in particolar modo quali servizi saranno messi a disposizione dei cittadini di Carnago e Rovate? A queste domande non è ancora stata data una valida risposta.

Ad agosto sul sito del Comune è stato pubblicato il seguente documento, nel quale si enuncia: “Il progetto Ca.sa. Macchi punta ad obbiettivi quali il rammendo degli spazi urbanistici, una forte connessione in termini di mobilità pedonale degli spazi creati, un arricchimento dei servizi alla persona, anche al di fuori delle competenze istituzionali dell'Ente locale, attraverso la creazione di relazioni virtuose tra l'ente locale e le altre componenti della comunità attive o rivolte all'area sociale (medici-Associazioni), al superamento dell'ottica assistenziale ed alla creazione di strumenti di attivazione anche dei segmenti più fragili della popolazione.."

Tante parole per dire TUTTO, senza in effetti dire NIENTE !

Dov'è finita la tanto declamata PROGETTUALITA’ CONDIVISA avviata dall’ Amministrazione nel Marzo del 2015, con il fine di individuare insieme alla cittadinanza tutta il progetto più adatto per il recupero di tale Area?

Un progetto PUBBLICO da realizzare con soldi PUBBLICI, ma dove TUTTO si è SVOLTO NEL PIU' GRANDE SILENZIO.

Un silenzio PUBBLICO verso la cittadinanza per un'opera pagata da TUTTI, ma condivisa da POCHI.

L'unica certezza è la realizzazione di 5 ambulatori comunali, quindi di fatto un “centro medico", opera che va al di fuori delle competenze istituzionali dell’Ente locale.

Questa nostra Amministrazione preferisce NON condividere le proprie scelte, ma senza indugio decide di accollare a tutti i Carnaghesi una serie di nuovi MUTUI per la realizzazione di questo progetto, per un importo complessivo di circa euro 700.000 + interessi, che graveranno sulle nostre spalle per ben 25 anni.

Tale importo andrà ad aggiungersi ai già gravosi impegni di spesa (Euro 4.956.452 al 01/01/2017) contratti dall’amministrazione per la realizzazione della Bi.ca, leasing cimiteriale con importi e interessi esorbitanti, oltre al pagamento della transazione 2I Rete Gas (Euro 1.650.000), sottoscritta perché a suo tempo non era stata seguita una semplice normativa vigente.

Ovviamente siamo favorevoli alla riqualificazione dell'area, ma siamo certi che quest'opera è quello che serve in modo prioritario alla comunità e territorio di Carnago?

Ci sono già vari studi medici dislocati in modo omogeneo sia a Carnago che a Rovate ed una struttura pubblica già esistente (Centro Molina di Rovate) che avrebbe dovuto essere valorizzata e meglio conservata.

Ci chiediamo quindi perché si voglia concentrare tutto in centro paese, dove gli spazi urbani sono sovente congestionati e la situazione potrà solo peggiorare, nel momento in cui il proprietario privato deciderà di costruire sul terzo della nostra Piazza Falcone e Borsellino.

Di contro abbiamo un patrimonio pubblico che avrebbe bisogno di innumerevoli MANUTENZIONI: asilo e scuola materna non ricevono sempre la dovuta attenzione, le fognature comunali presentano molte criticità, il verde viene curato male e a singhiozzo, le strade e i marciapiedi richiedono una migliore conservazione, il centro storico adiacente alla “nuova opera” è in pessime condizioni, le nostre fontane sono ferme e maltenute ed inoltre il disinteresse e l'inerzia del nostro comune bloccano anche gli interventi di manutenzione nella scuola secondaria di primo grado E. Galvaligi.

Centro Carnago

Centro Molina Rovate

Fontana Piazza Solferino Carnago

Ci chiediamo oltre tutto perché il nuovo presunto “centro medico” venga realizzato con fondi pubblici e non da partner privati, come avviene per molte realtà similari: si sarebbe ottenuto l'analogo risultato, girando l'intero rischio imprenditoriale sul privato realizzatore, senza indebitare i Cittadini.

Non è chiaro inoltre (perché nessuno ne ha parlato) se gli affitti degli spazi copriranno solo le spese fisse (gas, elettricità, pulizia, ..) oppure anche i costi sostenuti per la ristrutturazione, come sarebbe auspicabile.

Siamo di fronte ad una Amministrazione che vuole andare oltre i propri compiti con la realizzazione di opere non di diretta competenza e che, a tutti i costi, porta avanti un progetto politico, pensato da un Sindaco medico e con una primaria finalità ambulatoristica.

Ci domandiamo se la relativa programmazione abbia seguito un percorso condiviso con gli Enti Pubblici preposti alla gestione del servizio sanitario, come Regione Lombardia e A.T.S., che nel progetto pubblicato non vengono mai nominati e presi in considerazione.

Riteniamo che prima di uscire dalle competenze istituzionali la nostra Amministrazione dovrebbe operare per far funzionare le normali competenze del Comune, attualmente disattese.

Tante domande….. un unico grande SILENZIO!

“CARO” SINDACO, FACCIAMO UN PO’ DI CONTI,

CHE FINE HANNO FATTO I SOLDI DEI CARNAGHESI ?

Il bilancio parla chiaro e i numeri non mentono: in questi anni l’INDEBITAMENTO (mutui e leasing) dell’Ente E’ IN DECISA CRESCITA

  • 2014 € 4.160.647 (Eredità delle giunte Andreoli /Taricco)
  • 2015 € 4.107.606
    • 2016 € 4.930.892
  • 2017 € 5.138.346
  • 2018 € 4.905.499 (bilancio previsione 08/02/18) + € 80.000 (prima variazione di bilancio del 20/02/18) = € 4.985.499

Oltre all’andamento delle cifre, segnaliamo che, dopo soli 12 giorni dall’approvazione del bilancio di previsione - asse portante della gestione economica dell’Ente - la Giunta Comunale ha dovuto approvare una prima variazione allo stesso, che ha incrementato l’indebitamento di ulteriori € 80.000.

Di contro l’AVANZO DI CASSA (LIQUIDITA’) CONTINUA A SCENDERE:

  • 2014 € 1.305.412
  • 2015 € 1.427.016
  • 2016 € 1.163.459
  • 2017 € 482.050
  • 2018 € 261.500 (bilancio previsione 08/02/18)

E’ evidente che dal 2016 ad oggi le casse comunali sono state prosciugate.

Da parte nostra ci siamo chiesti la ragione, soprattutto ci siamo domandati a cosa siano serviti tutti questi soldi: di certo non a diminuire il debito, visto che quest’ultimo è in continuo incremento e non per migliorare o creare nuovi servizi o realizzare nuove opere, ora vediamo perché.

Analizziamo insieme… dove sono finiti tutti questi soldi?

Per la Palestra della Scuola Primaria? NON crediamo proprio, visto che la relativa realizzazione è stata finanziata per l’80% a fondo perduto dalla Regione Lombardia, per cui tale spesa non ha inciso e non inciderà sull’indebitamento e sulla cassa dell’Ente. E’ bene invece evidenziare come la quota di spettanza comunale, inizialmente di circa € 300.000 sia aumentata di altri € 200.000, per i così detti imprevisti, senza avere niente più di quanto inizialmente progettato, anzi creando solo disagi ed un prolungamento di un anno sui tempi di consegna promessi con l’inizio del cantiere nel Luglio 2016.

  • Per le manutenzioni ? NO, le strade, i marciapiedi, le fogne, l’Asilo Nido, la Scuola Materna, le aree verdi e l’Area Feste parlano da sole, vengono trascurate da tempo e sono state oggetto di interventi di manutenzioni solo in casi di urgenza, senza prevedere un’adeguata e mirata programmazione.
  • Per una maggiore sicurezza? NO, l’impianto di videosorveglianza non viene aggiornato e implementato da anni, divenendo uno strumento poco efficace per garantire la sicurezza pubblica.
  • Per interventi di sicurezza viabilistica? NO, ne è una prova lampante la mancata sistemazione dell’asse stradale di Via Bregana. Contrariamente a quanto concordato con il Comune di Solbiate Arno, tale situazione non ha ancora trovato soluzione, poiché la nostra Amministrazione non ha ad oggi stanziato i fondi necessari. Inoltre non è insolito trovare sul territorio carnaghese dissuasori di velocità (dossi) inefficaci e pericolosi, in quanto privi di alcuni elementi.
  • Per il poliambulatorio (o casa della salute, o centro medico, o qualsiasi altra COSA il nostro Sindaco voglia realizzare)? NO, visto che a fronte di un costo totale preventivato di oltre € 750.000 sono stati aperti vari mutui per un totale di € 600.000 (che aumentano l’indebitamento dell’Ente).

Questa decisione, che ha e avrà notevoli ricadute sui cittadini, è stata adottata in maniera unilaterale, senza un minimo di presentazione e trasparenza. La falsa proposta di condivisione del progetto ex Area Macchi, sbandierata dall’Amministrazione un paio di anni fa, si è risolta in una decisione calata dall’alto, della quale non è dato sapere né l’utilità né i costi. Come in altri casi è stata adottata una soluzione frutto di un’evidente ideologia personale, di dubbio interesse pubblico, pesando grandemente sull’indebitamento che, a dispetto del poliambulatorio, sarà la vera eredità di questa Amministrazione per le nuove generazioni.

Quindi…..dove sono finiti i soldi dei Carnaghesi?

Come mai siamo arrivati a questa situazione?

Semplice…..stiamo pagando le errate scelte politiche di questa e delle precedenti Amministrazioni:

2I RETE GAS- varie cause legali contro privati e dipendenti (il solo costo dell’avvocato comunale ha superato nell’ultimo anno € 60.000) - spese faraoniche per la realizzazione e gestione della Bica- spese per le opere di urbanizzazione dei piani di lottizzazione delle vie Carbonolo e Cavour.

Lo squilibrio costante tra spese correnti (stipendi, utenze e servizi) ed entrate correnti (tasse ed imposte) ha portato ogni anno ad avere un deficit nella parte corrente, pareggiato dall’uso improprio delle entrate in conto capitale (vendita di terreni e loculi).

Ci chiediamo inoltre come faremo negli anni futuri a pagare questi debiti , creati dall’ Amministrazione Andreoli, visto che tutto il patrimonio disponibile del Comune è stato venduto o meglio “svenduto”. Dal 2012 ad oggi l’Ente ha incassato € 1.708.457, che però non sono serviti a diminuire l’indebitamento, ma sono stati spesi per i motivi sopra elencati.

Inoltre l’Ente ha già incassato e speso la bellezza di € 607.296 dalla vendita delle nuove tombe e loculi dei cimiteri, ma solo dal 2017 ha iniziato a pagare l’oneroso leasing ventennale, che ammonta a più di € 2.100.000 + IVA, al tasso di interesse dell’ 8%: 20 rate annuali di circa € 107.000 (nel 2018 € 27.000 di capitale + € 80.000 di interessi), oltre i canoni di manutenzione non ricompresi nel leasing. UN’ OPERA DI UN VALORE COMPLESSIVO DI € 1.111.000, per la quale PAGHEREMO ALLA SOCIETA’ DI LEASING UN TOTALE DI € 2.100.000!!!

Altri numeri, anche in questo caso per niente rassicuranti:

SI CONTA PER OGNI ABITANTE DI CARNAGO UN DEBITO che è passato dai € 624,53 del 2014 agli attuali € 765,66 (neonati compresi). Ciò sta a significare che una famiglia di 4 persone ha sulle spalle un debito di € 3.062,64.

Lasciamo a Voi le debite considerazioni….

Carnaghesi e Rovatesi, non fatevi abbagliare …

non sempre è oro ciò che luccica !!!!!

EX AREA MACCHI:

LA FALEGNAMERIA DIVENTERA’ UN POLIAMBULATORIO,

NUOVI MUTUI di 25 anni per complessivi Euro 680.000,

ed intanto ...

SI TRASCURA LA MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE ESISTENTI

Sono ormai trascorsi ben 12 anni dal primo progetto presentato nel 2005, dall’allora Amministrazione, per la riqualificazione della nostra famosa ex AREA MACCHI, il quale prevedeva la realizzazione di un’area residenziale e culturale nel centro storico di Carnago.

Negli anni successivi i nostri amministratori (con l’attuale Sindaco sempre in prima linea) hanno cambiato di continuo idea circa il relativo recupero, passando dalla Piazza del Sapere (Aprile 2012) all’abbattimento della storica struttura della falegnameria (2013), per arrivare al Marzo 2015 quando la cittadinanza tutta è stata invitata in biblioteca dal Sig. Sindaco e dagli Assessori di competenza, alla tanto declamata “progettazione condivisa”.

In quell’occasione il Sindaco proponeva ai cittadini una collaborazione dichiarando «La nuova area pubblica dobbiamo progettarla tutti insieme».

Questi incontri avrebbero dovuto infatti rappresentare un confronto per stabilire insieme le linee guida per la riqualificazione dell’area, e per raccogliere spunti e suggerimenti. In quell’occasione, l’Assessore Porfiri commentava, riferendosi alla nuova ex area Macchi: «Sarà un vuoto urbano, uno spazio verde e multifunzionale».

Nel Dicembre 2015 la Giunta decide di realizzare nella suddetta Area Macchi un POLIAMBULATORIO, senza tenere minimamente in considerazione le risultanze della progettazione partecipata, che risulterà pertanto fine a se stessa.

Riepiloghiamo qui di seguito i costi di progettazione sostenuti fino ad oggi e la previsione di spesa per la realizzazione di quest’opera:

COSTI DI PROGETTAZIONE TOT.Euro 164.000 di cui :

Progetto Politecnico (anno 2005 Amm. Taricco) Euro 60.000

Progetto Preliminare Piazza del Sapere(anno 2012 Amm. Andreoli) Euro 54.000

Progettazione preliminare Poliambulatorio (anno 2017 Amm. Andreoli) Euro 50.000

PREVENTIVO dei COSTI DI REALIZZAZIONE POLIAMBULATORIO

Euro 750.000 finanziati con:

Vendita Terreni (Via della Cantara) Euro 70.000

Accensione Mutuo 2017 Euro 430.000

Previsione Accensione Mutuo 2018 Euro 250.000

Queste cifre sono al netto di imprevisti e possibili aumenti in corso d’opera.

Il tutto andrà ad aggiungersi all’indebitamento che al 1/1/2017 era di ben € 4.956.451.98, a cui va ulteriormente sommata la spesa per il pagamento della transazione riguardante la causa con 2I Rete Gas.

A questo punto ci chiediamo:

  • Quale potrà essere l’effettivo beneficio per i CARNAGHESI, vista l’attuale presenza di ambulatori dei medici di famiglia dislocati in modo funzionale sul tutto il territorio comunale?
  • Quali saranno gli effettivi costi di gestione del POLIAMBULATORIO, visto che l’amministrazione non ha mai presentato un vero piano economico ne’ una bozza del contratto di locazione per gli studi medici?
  • Sarà veramente possibile recuperare la spesa iniziale?
  • Come sarà gestita la prevedibile necessità di un maggior numero di posti auto, considerando l’incremento del flusso di veicoli nel centro paese, e che un terzo della piazza Falcone e Borsellino è di proprietà privata?
  • Il Centro Molina di Rovate rimarrà sempre disponibile ad ospitare gli attuali studi medici?
  • Visto le limitate dimensioni della struttura del nuovo Poliambulatorio, ci sarà la possibilità di ospitare tutti i medici del Paese e quali saranno i criteri di assegnazione dei diversi studi?
  • Per quale ragione è stato scelto di investire una così cospicua somma su una struttura che di per sé non offre alcuna possibilità di ampliamento?

Al fine di avere informazioni dettagliate sul nuovo progetto abbiamo chiesto espressamente all’Amministrazione di organizzare un INCONTRO PUBBLICO, aperto ai Cittadini e ai medici di famiglia (tra cui il nostro Sindaco), ma NON abbiamo avuto nessun riscontro alla nostra richiesta del 17 Luglio 2017.

Il silenzio regna sovrano su questo progetto, non comprendiamo l’atteggiamento dei nostri Amministratori, dai quali ci saremmo aspettati maggiore considerazione e rispetto per le proposte dei Carnaghesi, vista l’importanza del progetto stesso, per il quale, ci preme rimarcare, non nutriamo nessuna avversione. Crediamo semplicemente che, visto l’impegno finanziario da sostenere, non sia questo il momento più adatto per realizzarlo e che sarebbe stato corretto condividere l’iniziativa con la cittadinanza.

Ci chiediamo se il futuro Poliambulatorio sarà un’opera di fondato interesse pubblico o solo un costoso spot elettorale.

I problemi sono ben altri e, mentre si spendono le poche risorse per nuove strutture, si trascura la manutenzione di quelle esistenti, tra cui solo per fare alcuni esempi:

  • L’Asilo Nido Scatolone Blu
    • una riparazione "artigianale" della recinzione, presente da più di un anno
  • La Scuola Materna Comunale di Carnago
    • Gli scrostamenti all'ingresso


    • gli effetti di una giornata di pioggia all'interno della scuola Materna
  • Il CENTRO MOLINA di Rovate
    • l'ingresso del centro dopo una giornata di pioggia
ingresso centro molina
  • La manutenzione delle strade e la pulizia di tombini e caditoie
    • un tombino in via Kennedy dopo un acquazzone
  • La rete fognaria, per cui il comune deve ancora Euro 180.000 circa ad ATO
    • alcune immagini di sversamenti sul torrente Rile
    • in via fratelli Cervi
    • in via Lazzaretto
    • voragine in via Roma causata dal cedimento di una fognatura degli anni 30 a maggio 2017 (poi riparata in somma urgenza come da determina 58 del 11/05/2017 )
    • allagamento in via Matteotti ( aprile 2017) causato dalla mancata pulizia dei tombini
    • Gli effetti della pioggia nel cortile della Biblioteca (qui in realtà di tratta di cattiva progettazione)
  • La potatura del verde pubblico
  • La staccionata dell’area feste

Lasciamo a VOI CITTADINI fare le dovute considerazioni !!

POLIAMBULATORIO:

proposta di incontro pubblico

Trovate qui copia dell'articolo su La Prealpina dello scorso 24 Giugno e la nostra proposta per un incontro pubblico per comprendere meglio le finalità, i costi, e gli altri dettagli del progetto.

Aspettiamo una risposta dalla maggioranza.

Risarcimento di 1.650.000 euro……..come

bruciare i nostri soldi !!!!!

In riferimento alla gravosa questione della vicenda 2I RETE GAS siamo arrivati finalmente all’ultimo atto, ma, visti i risultati, dobbiamo anche affermare…purtroppo!!!

OGGI, PER LE SCELTE POCO OCULATE DI POCHI, TUTTI I CARNAGHESI DOVRANNO ACCOLLARSI:

  • UN DEBITO DI EURO 1.650.000,00 DA PAGARE ENTRO IL 2022:
  • ENTRO IL 31-12-2016 EURO 408.709,00
  • NEL 2017 EURO 574.493,00
  • NEL 2018 EURO 165.784,00
  • NEL 2019 EURO 165.784,00
  • NEL 2020 EURO 165.784,00
  • NEL 2021 EURO 165.784,00
  • NEL 2022 EURO 12.403,00
  • LA PERDITA DELLA PROPRIETA’ DELLA RETE GAS IL CUI VALORE RESIDUO E’ QUANTIFICABILE IN CIRCA EURO 1.000.000,00
  • L’AZZERAMENTO DELLE OPERE PUBBLICHE DEI PROSSIMI ANNI (fognature, asfaltature, etc.)
  • UNA MINORE DISPONIBILITA’ FINANZIARIA E CONSEGUENTE STRETTA SULL’EROGAZIONE DEI SERVIZI
  • IL PAGAMENTO DELLE SPESE LEGALI PER DECINE E DECINE DI MIGLIAIA DI EURO

Crediamo che in tutti questi anni siano stati commessi evidenti mancanze ed errori, la cui responsabilità non sta a noi giudicare, ma che hanno portato il nostro Comune ad una situazione finanziaria molto critica.

Per comprendere l’ONEROSA vicenda, sconosciuta alla maggior parte dei Cittadini di Carnago, ci sembra doveroso ripercorrerne le tappe più significative:

Anno 2000: il Legislatore, con D.lgs. 164/2000, stabilisce che ogni Comune debba dare in gestione la rete del gas (incassando quindi un maggior canone) tramite una gara pubblica aperta. Il concorrente vincitore deve pagare al gestore uscente tutte le eventuali migliorie fatte dallo stesso sulla rete del gas comunale. Una procedura scritta in modo chiaro, semplice e lineare, con una sola strada percorribile, senza costi a carico del Comune. I COMUNI CHE HANNO SEGUITO LA LEGGE ALLA LETTERA NON HANNO AVUTO PROBLEMI.

Marzo 2009: l’Amministrazione allora in carica (Sindaco Taricco, Assessore al Bilancio Andreoli), con deliberazione del Consiglio Comunale N. 14, procedeva frettolosamente ad avviare una gara per dare in gestione la nostra rete gas, stabilendo che ogni eventuale costo da versare al gestore uscente sarebbe stato a carico del Comune, applicando la legge in modo radicalmente opposto alle disposizione della stessa e creando quindi i presupposti per l’avvio della causa milionaria. La decisione viene presa sulla base di perizie comunali giudicate errate, sin da subito, dal gestore uscente. Il vantaggio che si prospettava, in quel momento, per l’Amministrazione Taricco, era quello di poter incassare cifre che potessero servire per mantenere gli equilibri di bilancio, con la finalità di iniziare DISPENDIOSE opere pubbliche che dessero lustro all’amministrazione stessa, visto l’approssimarsi delle elezioni del Giugno 2009.

Anni 2009-2016: il Gestore uscente cerca di avviare un confronto con il Comune per avere il pagamento dell’indennizzo del valore residuo per le migliorie apportate alla rete del gas comunale, sulla base di proprie perizie, completamente discordanti da quelle formulate dal Comune.In maniera del tutto incomprensibile, l’Amministrazione Andreoli sceglie di intraprendere un percorso giudiziario basato sul nulla.

Le cause intraprese dal Sindaco Andreoli sono risultate infondate fin dal 1° grado: la questione tra il Comune e 2I Rete Gas doveva essere risolta con un arbitrato, come specificato nel contratto sottoscritto tra le parti e come ben ribadito dal Giudice già nella sentenza di 1° grado, e NON ricorrendo al giudice ordinario!

Infatti, il nostro Comune perde 2 cause, in 1° e 2° grado, e l’AMMINISTRAZIONE NON CONTENTA , ricorre in 3° grado presso il giudice ordinario (causa ancora aperta), accollandosi quindi gravose e inutili spese legali e giudiziarie, proprie e della controparte (decine di migliaia di euro!).

Allora ci chiediamo:

  • QUALCUNO HA LETTO IL CONTRATTO?
  • PERCHE’, DOPO LA SENTENZA DI 1° GRADO, IL SINDACO ANDREOLI HA CONTINUATO A PROCEDERE CON LA CAUSA DI 2° E 3° GRADO PUR SAPENDO CHE LA MATERIA NON ERA DI COMPETENZA DEL GIUDICE ORDINARIO?

Tali scelte non hanno fatto altro che allungare i tempi e acuire il conflitto tra le parti.

DICEMBRE 2016: a conferma di quanto sopra esposto, senza aspettare la sentenza del proprio ricorso di 3° grado, l’Amministrazione valuta, in tempi brevissimi, che la soluzione migliore, ma soprattutto l’unica strada percorribile, sia quella di sottoscrivere la definitiva transazione.

Riteniamo doveroso ribadire che la sottoscrizione della suddetta transazione rappresentava l’unica possibilità per evitare al nostro Comune il default per dissesto finanziario, ma ci preme anche sottolineare che l’Amministrazione non ha mai informato i cittadini riguardo questa vicenda, dandone solo occasionalmente rassicurazioni vaghe e non circostanziate.

Un esempio tra tutti l’intervista su VareseNews del 21/04/2016, con la quale il SINDACO AFFERMAVA: “RASSICURO INFINE I CITTADINI DI CARNAGO SUL FATTO CHE IL COMUNE HA UNA SOLIDA SITUAZIONE FINANZIARIA, E CHE QUESTA VICENDA NON COMPORTERA’ PER LORO NESSUNA CONSEGUENZA NEGATIVA”.

Riteniamo che:

1.650.000,00 EURO IN MENO DEI NOSTRI SOLDI NON POSSANO PROPRIO DEFINIRSI UNA “CONSEGUENZA POSITIVA” PER I CITTADINI DI CARNAGO!

LA MAGGIORANZA EVITI QUINDI DI ELEVARSI, INGIUSTIFICATAMENTE, A SALVATORI DELLA PATRIA.

Tutto questo non ci stupisce: abbiamo più volte richiamato l’attenzione su questa gravosa questione, formulando proposte concrete e chiedendo di agire come “un buon padre di famiglia”, valutando di vincolare fondi con la finalità di tutelare il Comune, venendo solo derisi ed ignorati.

GRAZIE SINDACO ANDREOLI PER AVERE

MESSO DEFINITIVAMENTE IN GINOCCHIO IL NOSTRO COMUNE!

LISTA CIVICA “VIVERE CARNAGO E ROVATE”

LETTERA APERTA AL SINDACO DI CARNAGO

Riportiamo di seguito il testo della nostra lettera al Sindaco relativamente alla questione 2i Rete Gas

Carnago, 17 Gennaio 2017

Egregio Sig.Sindaco,

riteniamo lecito e doveroso replicare alle Sue dichiarazioni di cui all’ “allegato E” della Delibera di Consiglio n. 43 del 05/12/2016, avente per oggetto : “AUTORIZZAZIONE ALLA STIPULAZIONE DI ACCORDO A DEFINIZIONE DEI RAPPORTI CONTROVERSI COMUNE DI CARNAGO CON 2I RETE GAS S.P.A., RELATIVI ALLA RETE DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE SUL TERRITORIO COMUNALE” , visto che ci è stata negata la possibilità di replica nel corso del Consiglio stesso, come palesemente riscontrabile dalla visione della videoregistrazione ed al contrario di quanto da Voi strumentalmente verbalizzato .

Riteniamo che l’attacco politico nei nostri confronti sia strumentale, inopportuno e fine a sé stesso e respingiamo qualsiasi addebito di aver formulato nei Vostri confronti accuse e recriminazioni infondate, piuttosto che di “provare” rammarico per la trattativa (lasciamo ai cittadini e a chi di competenza decidere poi se trattasi di “piena riuscita” o meno), ma a piena voce respingiamo l’accusa da Voi rivolta alle minoranze di “NON AVER COLTO PIENAMENTE L’OCCASIONE DI MOSTRASI RESPONSABILI”.

Certo che ci vuole coraggio a “puntare il dito” contro gli altri sapendo il ruolo di responsabilità e regia che invece, soprattutto Lei, Sig . Sindaco, ha rivestito da vent’anni a questa parte e le “ poltrone “ che ha occupato.

Spiace che la MAGGIORANZA NON ABBIA ACCOLTO I NOSTRI INVITI, in più di un’occasione alla RESPONSABILITA’ e non abbia preso prima decisioni differenti , tra cui , perché no, quella di valutare tale transazione prima di arrivare a trovarsi con le spalle al muro.

Noi ci siamo dimostrati responsabili e propositivi in più di un’occasione ma la MAGGIORANZA dov’era?

Sarebbe stato opportuno adoperarsi per il BENE COMUNE, evitando di portare avanti solo azioni “comode” e “di maggior visibilità” per la Sua Amministrazione e non certo a favore dei cittadini.

Perché, per il suo personale concetto di BENE COMUNE, ha continuato a spendere decine di migliaia di Euro pubblici in inutili ed infondate azioni legali?

Ci chiediamo se pensava al BENE COMUNE perché ha ignorato le nostre proposte di accantonare fondi per far fronte al contenzioso?

Secondo Lei le nostre sarebbero accuse e recriminazioni infondate? Peccato che le sue affermazione siano tutte smentite dalle nostre azioni e affermazioni documentabili e agli atti.

Invitiamo Lei Sig. Sindaco e la Sua Maggioranza a rileggersi tutti i nostri interventi, uno ad uno, presentati negli ultimi due anni accertando, chi dal 2008, prima come ASSESSORE AL BILANCIO, POI COME SINDACO OLTRE CHE ASSESSORE AL BILANCIO, ha avuto RUOLO di responsabilità.

Caro Sindaco stia sereno, da parte nostra non vi è alcun rammarico per la trattativa che avete portato avanti, anzi con questa esclamazione dimostra di non aver proprio capito nulla, togliendo lustro al mandato che i cittadini le hanno affidato!!!

Vada pure avanti per l’unica strada ad oggi percorribile, frutto di Vostre scelte azzardate, avete la RESPONSABILITA’ ed il DOVERE di portarla avanti.

SMETTETELA di scaricare colpe e RESPONSABILITA’ sugli altri.

ABBIATE un minimo di rispetto e decenza nei confronti dei cittadini di Carnago e Rovate.

Lista Civica

VIVERE CARNAGO E ROVATE”

RICHIESTA DI CHIARIMENTI SULLO STATO DEI LAVORI NELLA PALESTRA DELLA SCUOLA ELEMENTARE

Riportiamo il testo e l'originale della lettera inviata dai nostri consiglieri per chiedere aggiornamenti sullo stato dei lavori della palestra della scuola primaria, apparente fermi dopo la demolizione a Settembre.

Alla c.a.

Assessore Lavori Pubblici

Responsabile unico del Procedimento

Direttore dei lavori

Carnago, li 13 Gennaio 2017

OGGETTO: LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE, MESSA IN SICUREZZA E AMPLIAMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA E. FERMI – COMUNICAZIONE STATO LAVORI.

Accertato che dopo l’annuncio dell’avvenuto avvio dei lavori in oggetto, con la demolizione della vecchia palestra di cui all’articolo pubblicato su VareseNews del 03 settembre2016 e l’esecuzione del conseguente sgombero delle relative macerie, l’opera risulta assolutamente ferma da oltre tre mesi.

Preoccupati di tale inspiegabile fermo cantiere, siamo a chiedere alle SS.VV. in indirizzo, per le rispettive competenze, la motivazione di una così ampia sospensione.

Si chiede inoltre di poter avere copia del verbale di consegna dei lavori e del verbale di sospensione degli stessi nonché del programma esecutivo dettagliato dei lavori che l’impresa esecutrice deve aver depositato prima dell’inizio degli stessi, ai sensi dell’art. 43 comma 10 del D.P.R. 207/2010, il quale come ben specificato nella normativa è indipendente dal cronogramma dei lavori di cui all’art. 40 comma 1 del medesimo decreto.

In ultimo si chiedono gli estremi di sottoscrizione del relativo contratto d’appalto.

Nella speranza di ricevere, quanto primo, rassicurazioni in merito al compimento dell’opera nel rispetto dei tempi programmi e la documentazione sopra richiesta, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.

LISTA CIVICA

VIVERE CARNAGO E ROVATE

Barbara Carabelli

Carlo Carabelli

VOLANTINO IN DISTRIBUZIONE

FINALMENTE …

Via l’amianto dal cinema Italia!!!!

E’ nostra intenzione sottoporre all’attenzione dei cittadini Carnaghesi alcune considerazioni in merito all’articolo apparso sulla Prealpina di venerdì 09/09/2016

Un sentito ringraziamento a quei cittadini che per anni si sono prodigati per far rispettare la legge, che dopo tante fatiche e tempo, interpellando tutti i possibili livelli istituzionali, senza mai perdersi d’animo, hanno riportato alle cronache un problema che affliggeva il paese da anni.

Il grazie di tutti va SOLO a loro che, con profondo senso civico hanno fatto rispettare il diritto alla corretta bonifica di una copertura in amianto, dichiarata pericolosa dal proprietario stesso nel lontano gennaio del 2013, quindi ben tre anni e mezzo fa.

E’ stata chiusa una “… vicenda lunga …” come affermato dal Sindaco, che parla addirittura di “… scontri accesi al limite della querela …” in Consiglio Comunale: ci siamo resi portavoce di un malessere dei cittadini, nei canoni di comportamento istituzionale e personale, vi invitiamo a vedere la relativa video registrazione del Consiglio Comunale del 22 /03/2016 disponibile sul sito del Comune,

Non vogliamo annoiarvi con le solite questioni sui termini e i tempi di legge per le bonifiche dell’amianto, ma sicuramente è utile ribadire che tale obbligo non è un “do ut des” do affinché tu dia), e che ci lasciano quindi sgomenti le affermazioni della nostra Amministrazione in merito.

“…abbiamo ottenuto questo risultato tramite trattative con i proprietari che hanno anche altri possedimenti in paese su cui intendono costruire: ci hanno chiesto di trasferire alcune volumetrie …. . Abbiamo dialogato con la proprietà, che ha una situazione particolare con dei possedimenti a Rovate che danno la possibilità di edificare; opportunità che non utilizzerà, ma vorrebbe trasferire su altri possedimenti. …..”

Ma da quando un Amministrazione, anzi un Comune deve trattare con un privato per far sì che lo stesso ottemperi ad un suo DOVERE?

A questo punto, considerato che l’Amministrazione dichiara di “… essere risuscita a dettare la linea …” ci viene spontaneo chiedere alla stessa se intende istituire delle forme di incentivazione pubblica regolamentate, per chi, come privato cittadino, si attivi per eseguire la bonifica delle coperture o strutture in amianto presenti sul nostro territorio.

Concordiamo pienamente che tale bonifica rappresenti “… un ottimo traguardo sia per la nostra salute, sia sotto il profilo ambientale...” ma, sebbene sia vero quanto citato, in relazione alle dichiarazioni dell’Amministrazione in merito a paventati trasferimenti volumetrici tra “possedimenti”, ci chiediamo se dal punto di vista ambientale perderemo altre aree vincolate a verde comunale, interne al tessuto urbano.

In particolar modo vorremmo comprendere cosa vuol dire il Sindaco affermando “… La proprietà si è dimostrata seria, il Comune deve fare la sua parte.” Se partiamo dal presupposto che il proprietario abbia fatto unicamente quanto dovuto, ci chiediamo ancor di più cosa intenda con l’affermazione che “… il Comune deve fare la sua parte. …”

Sarebbe auspicabile uniformità di trattamento tra i cittadini.

Si allega, per completezza ed informazione, l' atto d’indirizzo della Giunta Comunale (Delibera di Giunta N. 79 del 07/06/2016 con relativi allegati 1 e 2) per darvi un’idea di cosa potrebbe voler dire l’affermazione del Sindaco : “il Comune deve fare la sua parte”.

Che bello scoprire che il possedimento del privato, come affermato dall’Amministrazione, su cui lo stesso vuole costruire a Carnago, è un terreno di proprietà comunale destinato a verde pubblico.

FINALMENTE!

Finalmente, nonostante l'assenza dell'amministrazione comunale, è stato rimosso l'amianto dal tetto dell'ex cinema Italia : un sentito ringraziamento ai cittadini che si sono fortemente adoperati per il raggiungimento di tale obbiettivo,richiamando al proprio dovere di legge il proprietario dell'immobile, il cui amianto era stato dichiarato dannoso per la salute pubblica nel lontano 2013.

EX CINEMA ITALIA: SALUTE DIMENTICATA!

Sono una fibra d'AMIANTO fuori legge dal 1992, per la mia pericolosità per la salute pubblica.

Dal 2008 tutti i soggetti pubblici e privati hanno l’obbligo di denunciare all’ASL la mia presenza e il relativo stato di degrado, programmando di conseguenza la mia BONIFICA.

Ed io sono ancora qui … sul tetto del cinema Italia

Ex Cinema Italia

CHI SI E’ DIMENTICATO DI ME?

E PER QUALE RAGIONE?

Facciamo un po’ di storia:

Nel piano di lottizzazione APA 15 del 2003, il Cinema Italia diviene di proprietà del Comune di Carnago, con una convenzione che prevede l’utilizzo di denaro pubblico, vincolato dal Consiglio Comunale, per la bonifica dell'AMIANTO presente sul tetto da parte del privato realizzatore del piano.

Nel 2007 l'allora Amministrazione ha approvato e sottoscritto una modifica alla suddetta convenzione, rinunciando alla bonifica dell’AMIANTO presente sul tetto del Cinema Italia, per incassare la somma prevista per tale intervento, pari a circa 60.000 Euro, creando quindi le premesse della presente situazione.

Questa modifica è stata approvata con il voto favorevole dell’attuale Sindaco che ricopriva la carica di Assessore al Bilancio.

Dopo molteplici richiami al Comune da parte dell’ASL competente, nel Gennaio del 2013 l’Ente, come proprietario del Cinema Italia, ne comunica il monitoraggio, la cui analisi di degrado evidenzia una condizione classificata come FRIABILE. Tale condizione, secondo il DECRETO DIREZIONE GENERALE SANITA’, comporta l’immediato obbligo di smaltimento, da eseguirsi nel tempo massimo di 12 mesi (termine di scadenza gennaio 2014).

Nel Giugno del 2013 l’Amministrazione Comunale, anziché farsi carico del problema e risolverlo definitivamente, si “sbarazza” del problema stesso, vendendo l’edificio e ponendo al privato, come vincolo temporale per la bonifica dell’AMIANTO del tetto del Cinema Italia, il termine derivante dal sopra indicato monitoraggio (Gennaio 2014).

Siamo ormai nell’anno 2016 e nulla ancora è stato fatto a tutela della salute dei cittadini, nonostante il Sindaco sia responsabile in materia di tutela della salute pubblica.

Nel frattempo alcuni cittadini residenti nella zona limitrofa all’edificio, non trovando riscontro alle proprie segnalazioni da parte dell’Amministrazione Comunale, si sono rivolti a noi minoranze per ottenere risposte alle loro giuste preoccupazioni.

Da parte nostra, abbiamo provveduto a presentare in Consiglio Comunale, congiuntamente all’altra lista di minoranza, una specifica interpellanza, in riposta alla quale il Sindaco ha espressamente dichiarato “….L’Amministrazione ha chiesto ed ottenuto dalla proprietà l’impegno alla rimozione dell’Eternit dal tetto del cinema in tempi brevissimi. Tale impegno è sancito in una integrazione alla convenzione col privato che sarà prossimamente oggetto di attenzione in questa aula consigliare. ….”.

Intanto, nonostante siano passati mesi ed anni, noi veniamo accusati di far demagogia e sciacallaggio, per aver dato voce alle richieste dei cittadini e per esserci interessati alla loro salute.

Ci chiediamo perché l’Amministrazione Comunale debba nuovamente convenzionare con il privato la BONIFICA dell’ETERNIT, visto che per tutti è già un obbligo di legge.

A tutti i comuni cittadini, per eseguire la bonifica dell’Eternit nelle proprie case, non viene concessa alcuna convenzione con il Comune.

Nel mentre, l'AMIANTO continua a “vivere” sull’ex Cinema Italia, grazie all’inerzia di chi avrebbe potuto e dovuto, da almeno 13 anni, porre rimedio al rischio persistente.

SAREMO VIGILI CONTROLLORI PER IL BENESSERE DI TUTTI, AFFINCHE’ QUESTA VOLTA GLI IMPEGNI PRESI SIANO FINALMENTE RISPETTATI !!

Difendiamo la nostra salute

Bonifica? Si grazie!

AREA MACCHI…. LA STORIA INFINITA DI UN’OPERA PUBBLICA DA 1'000’000,00 DI EURO !

Un milione di Euro!

GENTILI CONCITTADINI,

vogliamo aggiornarvi riguardo agli ultimi, anche se forse non ancora definitivi, dettagli sulla vicenda dell’Area Macchi, per la quale l’Amministrazione propone continui ed incomprensibili cambiamenti, cambiamenti che continuano a rappresentare una cospicua uscita di denaro pubblico.

Riassumiamo gli ultimi avvenimenti riguardanti questa area:

ANNO 2013:

La convenzione sottoscritta dalla precedente Amministrazione, sempre guidata dal Sindaco Andreoli, indica che lo stabile presente sull’area (ex falegnameria) deve essere demolito.

MARZO/APRILE 2015:

La cittadinanza è invitata in BICA, alla tanto declamata “progettazione condivisa”, che avrebbe dovuto rappresentare un confronto con i cittadini, per stabilire insieme le linee guida per la riqualificazione dell’area. L’Assessore Porfiri commenta in quell’occasione, riferendosi alla nuova FUTURA area Macchi: “Sarà un vuoto urbano, uno spazio verde e multifunzionale, …”

Al termine degli incontri, non tenendo in considerazione nessuna delle indicazioni emerse nei tavoli di lavoro, l’Amministrazione decide che la riqualificazione avrebbe portato a due aree: un giardino con percorsi pedonali, e l’ex falegnameria ristrutturata con funzioni non ancora definite, utilizzandone il tetto per installare un impianto fotovoltaico, reso a nostro parere necessario per contenere gli esorbitanti costi di gestione della BICA (pari nel 2015 a circa 110'000,00 € per utenze e gestione da parte del consorzio Panizzi, oltre al costo del mutuo).

La spesa totale preventivata per tutti i lavori di riqualificazione dell’area è di 500'000,00/700'000,00 €.

LUGLIO 2015:

L’ex falegnameria è inserita nell’elenco dei beni immobili comunali da vendere, per un valore di 100’800,00 €, avendo, secondo “autorevoli” affermazioni, già individuato il privato interessato all’acquisto.

28 NOVEMBRE 2015:

Durante la discussione in Consiglio Comunale dell’assestamento di Bilancio apprendiamo che la maggioranza ha deciso che l’ex falegnameria diventerà un Poliambulatorio. Per questa trasformazione sono stanziati 450'000,00 €. Ovviamente l’individuazione del partner privato non era poi così certa. Il nostro gruppo riesce a bloccare l’operazione, perché la legge prevede che un’opera, per essere approvata, debba essere preventivamente inserita nel “piano triennale delle opere pubbliche”, cui deve essere allegato un progetto preliminare o uno studio di fattibilità. La maggioranza è così costretta a stralciare il finanziamento dell’opera, dando un’ulteriore prova di incompetenza e superficialità, sorprendente in un gruppo che amministra il paese ormai per il quarto mandato.

DICEMBRE 2015:

La giunta decide di modificare il nuovo piano triennale delle opere pubbliche, approvato da meno di due mesi, prevedendo di realizzare nell’ex falegnameria un Poliambutorio (concentrazione di studi medici) Con quest’ ultimo intervento la spesa preventivata per la sistemazione dell’area Macchi sale a 1'000'000,00 €

I cambiamenti di destinazione, da Giugno 2015 in poi, sono stati fatti dall’Amministrazione senza informare pubblicamente i cittadini, dimostrando come la progettazione partecipata servisse solo a soddisfare manie di grandezza, e non a coinvolgere la cittadinanza.

Molti punti rimangono da chiarire sulla nuova progettazione:

  • L’Amministrazione sostiene che la struttura non avrà costi per la cittadinanza, ma nessun piano economico, con le condizioni di affitto degli studi medici, è stato presentato. Sarà veramente possibile recuperare la spesa iniziale e coprire i costi di gestione?
  • Esiste un piano economico per l’impianto fotovoltaico?
  • Come sarà gestita la prevedibile necessità di un maggior numero di posti auto, considerando anche la perdita di un terzo della piazza Falcone e Borsellino, e la trasformazione dell’attuale parcheggio sterrato dell’area Macchi in “vuoto urbano”?
  • E soprattutto, quale sarà l’effettivo beneficio per i Carnaghesi? Vale la pena spendere 450'000,00 € per ambulatori già esistenti e funzionali dislocati sul territorio del Paese?

La cifra impegnata per l’area Macchi sale ora a 1'000'000,00 €, di cui

  • 750'000,00 € nel 2016 (di cui mutuo per 450'000,00 €)
  • 250'000,00 € nel 2017

La maggioranza ritiene, come al solito, che la spesa rappresenti un aspetto secondario, anche se questi soldi non piovono dal cielo, ma arrivano dalle tasche dei cittadini, e sono sottratti ad altre attività.

Purtroppo le priorità di intervento che l’Amministrazione vuole portare avanti vanno e andranno a discapito di altre manutenzioni , alcune delle quali rinviate, da anni come per esempio :

  • Sistemazione della fognatura di via Kennedy (350'000,00 €, si tratta dell’ennesimo rinvio).
  • Manutenzione strade e marciapiedi (90'000,00 €)
  • Eliminazione barriere architettoniche (20'000,00 €)
  • Ponte di collegamento cimitero (25'000,00 €)
  • Manutenzione parchi (30.000,00 €)
  • Impianto di videosorveglianza e manutenzione straordinaria Municipio (49’142,00 €)
  • Manutenzione scuola materna (per 350'000,00 € nel programma 2015/2017 adottato inizialmente dalla Giunta)

Chissà effettivamente quali manutenzioni saranno realizzate nel 2016/2017 a Carnago.

Nemmeno i proprietari delle aree sulle quali sorge la tangenziale di Rovate, espropriati da almeno 6 anni, sono ancora stati liquidati.

E’ chiaro che a quest’Amministrazione piace molto tagliare nastri, e meno mantenere in buono stato le infrastrutture fondamentali del Comune e tenere sotto controllo i costi, cercando di ridurre la tassazione.

Nota: le cifre ed i dati derivano da documenti ufficiali pubblicati su Albo Pretorio

Qualche riflessione sul servizio Autobus delle Scuole Medie e sulle priorità dell'Amministrazione

Innanzitutto speriamo che la nuova soluzione proposta dall’Assessore, nonostante i disservizi registrati il primo giorno di scuola, sia più consona alle esigenze degli utenti Carnaghesi e Rovatesi.

Alcune considerazioni sorgono però spontanee.

Ci sembra evidente che, peggiorando il servizio autobus, gli utenti diminuiranno, riducendo nuovamente la copertura dei costi, e innescando una spirale che potrebbe portare all'eliminazione del servizio stesso.

Se è vero che i comuni sono forzati a risparmiare su tutti i fronti, è anche vero che i 15’000/20'000€ che non si sono trovati per mantenere inalterati i livelli del servizio autobus si sono trovati per molte altre cose. Solo per restare sulle spese correnti, vi facciamo alcuni esempi:

  • La gestione della biblioteca, con apertura 7 giorni su 7, ci costa circa 100’000 € all’anno. E’ veramente necessario in un comune di 6600 abitanti, o non è piuttosto un lusso? Una gestione più oculata e modesta non potrebbe fare risparmiare qualche migliaia di euro?
  • La convenzione del Palasport prevede una spesa, tra utilizzo in comodato d’uso gratuito e contributo economico diretto alla Società Sportiva di circa 20'000 €/anno . Si tratta di un caso unico tra i comuni della nostra zona.
  • L'esenzione del pagamento da parte del privato degli oneri di trasformazione sul nuovo incubatore di impresa, senza nessuna contropartita per l’ente, vale almeno 30'000 €.
  • La giunta si è aumentata nel 2014 /2015 le indennità per 12'000 €/anno.

L’amministrazione ha programmato inoltre di spendere circa 700'000 € per riqualificare l’Area Macchi, contro il parere contrario di oltre 1000 cittadini. L’area andrà poi gestita e manutenuta, con conseguenti ulteriori costi.

E' tutta una questione di PRIORITA': l'attuale amministrazione ha sempre mostrato di privilegiare opere ed attività che danno lustro a se stessa o che vanno incontro alle esigenze di alcuni suoi sostenitori, piuttosto che erogare servizi efficienti e commisurati alle esigenze dei cittadini.

Ricordiamo che Carnago ha una delle imposizioni fiscali comunali più elevate nella zona, senza che a questo corrispondano dei servizi migliori rispetto ad altre realtà.

Lasciamo a voi giudicare quali siano le vere priorità per i cittadini Carnago e Rovate.

Il contributo delle Minoranze alla politica fiscale di Carnago

Grazie alla proposta nostra e del gruppo "Famiglia Solidarietà e Sicurezza", accolta dalla Maggioranza, è stato possibile rimodulare IMU e TASI per gli immobili a scopo produttivo e per le superfici a scopo commerciale e professionale (categoria D).

In questo modo, a parità di gettito per il Comune, le attività produttive di Carnago e Rovate potranno avere un significativo risparmio.

In particolare SOLO PER GLI IMMOBILI IN CATEGORIA D l'IMU (deducibile) passerà da 9,9 a 7,6 per mille, e sarà istituita la TASI al 2,3 per mille.

Questo a concreto vantaggio dei contribuenti Carnaghesi ed in risposta a chi ci accusa di non essere propositivi.

I dettagli in negli allegati 1-2

Ancora sul Bilancio: la nostra replica all'intervista al Sindaco Andreoli sulla "Settimana"

TRASPARENZA E INFORMAZIONE

I nostri consiglieri comunali sono Barbara Carabelli e Carlo Carabelli.

Se ha delle domande da porci o delle iniziative da portare in Consiglio Comunale, scrivici una mail a:

viverecarnagoerovate@gmail.com

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